Monday, November 02, 2009

Il mio furore

...si tratta di ricominciare. Ma alla nostra età? Un bimbo può ma noi? Io e te, vedi, siamo quel ch'è stato: non potremo mai essere quel che sarà. Siamo le scene che abbiam vissute: siamo questa terra, questa terra rossa: siamo gli anni d'inondazione e gli anni di polvere creata dal vento e gli anni di siccità. Noi non si può ricominciare. Lo strozzino s'è preso con la roba anche le nostre maledizioni, ma l'amarezza ce l'ha lasciata dentro, l'amarezza che continuerà a roderci per tutta la vita. Dovunque si vada, in California o in inferno o in paradiso, ciascuno di noi è un tamburmaggiore alla testa d'un corteo di torti e di ingiustizie.

(J. Steinbeck, Furore)

Thursday, October 29, 2009

Di questi giorni a Torino

Tra i luoghi di Torino che ho passato in questi giorni, ovviamente a piedi, ovviamente lento, ovviamente solo, uno in particolare mi piace attraversare ogni volta perchè ogni volta mi regala le stesse sensazioni che fino ad ora avevo provato solo in luoghi molto distanti o molto diversi da me.
La lontananza che si respira in piazza palazzo di città (che ospita il comune di Torino) è puramente e totalmente temporale: i portici, le luci soffuse, l'assenza di macchine e i bistrot presenti sotto i portici nell'omonima via che vi conduce, sono tutt'oggi pregni di quel residuo di regalità ottocentesca che attraversa gran parte dei quartieri del centro città. Ma qui tutto assume un'aria più austera e più solenne: gli alti portici che circondano la piazza nascondono lampioni che donano un'illuminazione che a prima vista pare insufficiente e rimanda alle lampade a petrolio ed ai lampionai; un irreale silenzio che viene naturale scambiare presto per rispettosa assenza (di macchine, di rumore, di leggerezza) e il nero del monumento in bronzo quasi (ma non) al centro della piazza, rendono l'atmosfera giustamente cupa.
Purtroppo non so come si presenti questo luogo di giorno, ma è certo che di notte ha un fascino raro e anacronistico dal quale è difficile non essere sedotti.

Wednesday, October 28, 2009

Aggiornamento

Tra i (pochi) post presenti da queste parti uno riguardava l'ex sindaco di Treviso Gentilini che, in pieno stile leghista, non trovava di meglio da fare che prendersela con i bambini degli zingari (oltreche, ma questa è ormai purtroppo un'abitudine, con gli immigrati in genere). E' di questi giorni la notizia che il tribunale di Venezia ha condannato in primo grado Gentilini a tre anni di interdizione dei pubblici uffici ed a 4000 euro di multa per quanto pronunciato nel comizio del 14 settembre 2008. La condanna è stata emessa a seguito di una denuncia di un cittadino per istigazione al razzismo; vedremo se sarà confermata anche in appello.

Saturday, October 17, 2009

Ancora su Marco Travaglio

Il 23 settembre è uscito il primo numero del "Fatto quotidiano", il nuovo giornale di Travaglio e Padellaro, dopo che quest'ultimo è stato sostituito alla guida de "l'Unità" da Concita De Gregorio. Tra gli intenti dichiarati della nuova testata ci sono l'indipendenza da ogni forza politica, la separazione netta tra fatti ed opinioni e un'informazione trasparente, senza occultamenti di notizie scomode al potente di turno. Nel primo mese di vita non si può certo dire che le aspettative siano state deluse e i molti articoli di denuncia presentati vanno a ripagare nettamente una grafica a volte un pò pacchiana e poco immediata.
Tra i giornalisti e i collaboratori impegnati in questa "anomalia giornalistica italiana" (il fatto non riceve nessun tipo di finanziamento pubblico, a differenza di TUTTE le altre testate nazionali) è necesario ricordare Furio Colombo, Bruno Tinti, Luca Telese, Oliviero Beha, Fulvio Abbate, Peter Gomez e Massimo Fini che insieme a pochi altri in questi anni si sono distinti per non essersi allineati al regime né tanto meno aver sostenuto a spada tratta un'opposizione da sempre inconsistente.

Bacchette

Non so quale sia il termine tecnico per definirle, ma per me sono sempre state le "Bacchette": i bastoncini per picchiare sulla batteria ( e questa potrebbe essere la loro descrizione estesa...) sono un oggetto da collezione per molti frequentatori di concerti. Generalmente non gli attribuisco molta importanza, ma ne posseggo comunque tre: uno (rotto) è di Luca dei Verdena e l'ho chiesto alla fine di un concerto a Biel, in Svizzera. Gli altri due hanno, invece, una storia singolare: uno l'ho ricevuto addosso durante un festival alla Wembley Arena, alla fine del concerto dei Raveonettes credo nel 2003, mente l'altro l'ho preso "al volo"(questa volta, quanto meno, di mia spontanea volontà) al concerto dei Babyshambles; il fatto curioso è che anche questo concerto l'ho visto alla Wembley Arena, ma nel 2007.

Sunday, July 05, 2009

Dov'è finito Zorro?

Dal 1° luglio Marco Travaglio non scrive più la sua rubrica quotidiana sull'Unità, con la quale collaborava dall'anno della "rinascita" del giornale, nella primavera del 2001. Bananas, Uliwood party, Zorro, sono i nomi degli spazi a lui riservati in questi 8 anni; spazi riempiti con articoli precisi, informati e che per lo più raccontavano i fatti per come erano accaduti senza le assurde pretese di contraddittori, letture di comodo o commenti di parte. Uno stile che ha reso Travaglio un giornalista scomodo agli uomini di potere, così abituati, in Italia, a non dover rendere conto del loro operato né all'opinione pubblica né alla stampa. La nascita del nuovo giornale, in collaborazione con Padellaro e altri giornalisti e intellettuali non allineati, è prevista per settembre, ma è già possibile avere un'idea di come sarà sul sito www.antefatto.it

Tuesday, June 16, 2009

Il calcio e lo spettacolo

Qualche tempo fa parlavo con una persona che orgogliosamente si definisce tifoso (di calcio), che guarda le partite allo stadio, partecipa attivamente quando c'è scontro (verbale o fisico) con la tifoseria della squadra avversaria, che invece contesta la sua squadra quando i giocatori non ottengono i risultati sperati.
Ora, nella mia visione dello sport e degli avvenimenti sportivi tendo inevitabilmente ad equiparare gli spettatori a quelli che possono essere i comuni frequentatori di cinema o teatri; gente a cui piace (un film, una rapprsentazione, una partita di calcio) ciò che va a vedere e che si trova in quel determinatoi luogo (cinema, teatro, stadio) per assistere ad uno spettacolo che sia il più interessante possibile. Visto in quest'ottica, che è utopistica solo a causa del livello di incivile "libertà" a cui si è giunti dopo anni di noncuranza delle strutture (stadi vecchi, inutilmente enormi e fatiscenti) e delle regole (insensate recinzioni o fossati, teppisti ai quali all'interno e nei dintorni dello stadio tutto è permesso), l'andare allo stadio potrebbe diventare una normalissima occasione di incontro e raduno di persone accomunate da una passione, slegate da quell'interesse viscerale per il risultato, che è una componente dello sport ma non deve essere prioritaria, a maggior ragione per chi guarda e non partecipa attivamente all'evento, e che tanti danni crea. Ma è oggi auspicabile uno spostamento di interesse dal risultato alla prestazione, dall'andamento della partita agli episodi singoli caratterizzati dall'estro dei giocatori? E potrà forse la ricerca del bello, del gesto atletico, tecnico, aiutare a raggiungere questo obiettivo?

Thursday, May 07, 2009

Brand:new

Con grande sorpresa ed immenso piacere ho scoperto che alle 23.00 su "Mtv Brand New" vanno in onda le repliche dello storico brand:new condotto da Massimo Coppola, quello con la riga bianca su sfondo verde, per intenderci. Devo molte mie scoperte musicali a quel programma e a quel conduttore, dallo stile leggero, ironico, preciso ed essenziale che oggi rivedo anche con una punta di nostalgia. 
Otto o nove anni dopo rimane un raro esempio di come il minimale possa anche essere ricco nei contenuti.


Thursday, March 26, 2009

Control

Dopo aver visto il film Control ne sono stato come stregato, come se quelle immagini in bianco e nero non fossero di un film, ma di un documentario o forse proprio del protagonista, perchè quelle scene, prima di raccontare di case di mattoni e di piccoli locali fumosi e appiccicosi, prima di spiare l'appartamento modesto di Ian, prima di seguire i viaggi della band in giro per l'Inghilterra attraversano inesorabilmente l'anima del protagonista, assorbendone tensioni, ansie, colori, conflitti e incertezze rivelandocele poi per mezzo di una regia essenziale ma estremamente precisa.
Qualche giorno dopo ho comprato Closer. In vinile. Edizione inglese, copertina ruvida.
 

Monday, February 23, 2009

a lezione di civiltà

"io voglio eliminare tutti i bambini degli zingari che vanno a rubare dagli anziani". Queste parole, come tutto il resto del discorso, pronunciate dall'ex sindaco di Treviso Gentilini, non hanno suscitato particolare scalpore tra la stampa libera ed indipendente del nostro paese, come non hanno stimolato nessun giurista ad avanzare ipotesi di reato nei confronti di un esponente politico. Come mai, invece, questa solerzia nel denunciare Di Pietro a seguito di critiche, per altro legittime, verso il capo dello Stato? Come può essere accettato, votato e presente in Parlamento un partito che (da anni ormai) deliberatamente e candidamente parla di razzismo ed eliminaizone di popoli, uomini e, peggio, di bambini?
Vergogna, profonda vergogna per chi ha contribuito a tutto ciò. E preoccupazione perchè, probabilmente, non finirà qui.

Sunday, February 15, 2009

Teorema vaticano

Lo avevo postato nei commenti, ma mi pare doveroso dedicargli un post.
Dal blog di Luttazzi:“L’interruzione di procedure mediche dolorose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati ottenuti può essere legittima. Si rinuncia all’accanimento terapeutico. Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni spettano al paziente, se ne ha la competenza e la capacità, o altrimenti a coloro che ne hanno legalmente diritto, rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente.”

Cardinal Joseph Ratzinger, catechismo della Chiesa cattolica, 1994, par. 2278.

Quanti dubbi e domande nascono da queste righe?

Friday, February 13, 2009

Osteria Palabanca

Possiamo parlare delle canzoni, che, certo, sono piaciute tutte, sono state egregiamente eseguite da una band talntuosa che ha suonato in maniera sublime per quasi due ore e mezza, aprendo le danze con "Canzone per un'amica" e chiudendo, come da copione, con "la Locomotiva".
Ma il vero talento ammirato qualche sera fa, è da ricercarsi tra i versi e le parole che ci hanno fatto viaggiare attraverso quarant'anni di Storia italiana, in racconti di facce e faccende note e meno note, di luoghi, persone e soprannomi che hanno scritto piccole ma significative parti di anni intensi e memorabili. E un pò grazie alle canzoni, un pò grazie ai monologhi improvvisati ed ai pensieri che con le canzoni si intrecciavano, quell'aria di contestazione che inebirava le menti dei giovani di quegli anni, carichi di lotta, povertà, idealismo, pura e semplice gioia è parso di respirarla anche a noi così distanti e disillusi rispetto a quella generazione.
In questo è bravo Guccini, a prendere il pubblico e portarlo nell'osteria di fuoriporta dove un manipolo di ventenni eroici ed entusiasti si esibisce in una notte di vino e canzoni di amore e di protesta, presentandoci i simboli, i personaggi e le abitudini di una generazione che (suo malgrado?) ha segnato indelebilmente il suo presente, ma che ancora oggi vuole scuotere e risvegliare, forse vanamente, i nostri animi sonnecchianti.
A presto, Francesco, e che sia per protesta.

Monday, February 09, 2009

Basta

Nemmeno ora cala il velo di rispettoso silenzio. Vergogna alla nazione. Nazione vergognosa.

Monday, January 26, 2009

Clinic @ Bronson, Ravenna 17/01/09

Cosa rimane poco più di una settimana dopo il concerto dei Clinic? Un'oretta scarsa di concerto? Le divise da infermieri, mascherine comprese? Il banchetto del merchandising che aveva esaurito i CD? Il pubblico tiepido che accennava solo leggeri movimenti del corpo evitando accuratamente i coinvolgimenti eccessivi? Di certo i quattro non hanno fatto molto per dare vitalità ad un concerto che di per sè avrebbe già dovuto essere coinvolgente, (memories e shopping bag dovrebbero smuovere anche il più granitico spettatore), e che invece ha visto la band eseguire il compitino, suonando discretamente quasi tutte le canzoni del nuovo album (unica assente la comunque bella tomorrow) senza sbilanciarsi né smuovere un pò le acque. Autoreferenziali? Forse, ma il materiale prodotto (do it su tutto) è comunque valido e se continueranno in questa direzione non tarderanno ad arrivare anche soddisfazioni maggiori che, ad oggi, ai Clinic non sembrano interessare.

Wednesday, January 21, 2009

Aforisma

Da un articolo di Giulietto Chiesa: "...un aforisma di Hans Magnum Enzensberger: "Ai tempi del fascismo non sapevamo di vivere ai tempi del fascismo"". Per chi verrà, sappiate che io sò di vivere nel tempo di Berlusconi.

Sunday, January 11, 2009

La domanda giusta alla persona sbagliata

Volevo giusto porre l'attenzione sullo scambio di opinioni avvenuto tra Di Pietro e Feltri: quest'ultimo ha scritto una lettera sul suo giornale indirizzata all'onorevole dell'IDV ponendogli alcune domande "scomode". Ora, credo fermamente che sia un dovere dei giornalisti incalzare i politici con delle domande su fatti poco chiari o poco conosciuti, anzi, più il politico è importante più il suo operato e la sua vita privata dovrebbero essere limpidi e moralmente inattaccabili. Ci sono però un paio di cose che mi infastidiscono: innanzi tutto nella risposta a Feltri, Di Pietro ,ha smentito di possedere 10 appartamenti, quindi la lettera si basa su un fatto totalmente falso. Ma la cosa che mi fa ribollire il sangue è un'altra: perchè Feltri non scrive sul suo giornale una lettera a Berlusconi chiedendogli dove ha trovato i soldi per finanziare le sue attività imprenditoriali negli anni '80? Domanda che, tra l'altro, si pone anche Nanni Moretti proprio all'inizio del Caimano (vi ricordate la valigia stracolma di soldi che cade dal soffitto?), ma che ad oggi (2009) è ancora senza risposta.
Un ultimo particolare. C'è un pezzo della lettera di Feltri che ritengo esemplare: "...L'Italia dei valori si identifica in lei, e lei è un noto moralista. Come si concilia la sbandierata vocazione per la correttezza con quanto accaduto in casa sua?" è tremendo... Feltri vuol dire soltanto una cosa: Di Pietro si presenta come una leader di un partito che si dice corretto, che non accetta un sistema di tangenti e corruzioni (immagino sia più o meno questo il significato di moralista), ma essendoci situazioni poco chiare all'interno del suo partito (a detta di Feltri) è un bugiardo. Quindi, concludendo, si evince che ad un partito basterebbe non dichiararsi contro la corruzione per poter poi corrompere o ricevere tangenti senza dover affrontare scomode questioni morali ed apparire così puliti di fronte agli elettori. Grande.

Creep





Non potevo non mettere questo video..
Brevemente posso solo aggiungere che quasi tutto è stato girato nel Dicembre '03 ad Aberdeen, il giorno dopo il concerto dei Radiohead. Davide ci ha gentilmente ospitato per due notti e noi, giusto per ringraziare, abbiamo "preso in prestito" oltre al letto, la telecamera del suo compagno di stanza e abbiamo girovagato per la città arrivando al mare e, ovviamente, allo stadio. Ne è uscito un video moooolto amatoraile, ma per questo motivo credo anche altrettanto genuino e sincero. Le "aggiunte" (il manifesto del concerto rubato in un negozio e l'idiota con la chitarra...) sono state riprese nel bilocale di Dionigi Carli.