Friday, February 13, 2009

Osteria Palabanca

Possiamo parlare delle canzoni, che, certo, sono piaciute tutte, sono state egregiamente eseguite da una band talntuosa che ha suonato in maniera sublime per quasi due ore e mezza, aprendo le danze con "Canzone per un'amica" e chiudendo, come da copione, con "la Locomotiva".
Ma il vero talento ammirato qualche sera fa, è da ricercarsi tra i versi e le parole che ci hanno fatto viaggiare attraverso quarant'anni di Storia italiana, in racconti di facce e faccende note e meno note, di luoghi, persone e soprannomi che hanno scritto piccole ma significative parti di anni intensi e memorabili. E un pò grazie alle canzoni, un pò grazie ai monologhi improvvisati ed ai pensieri che con le canzoni si intrecciavano, quell'aria di contestazione che inebirava le menti dei giovani di quegli anni, carichi di lotta, povertà, idealismo, pura e semplice gioia è parso di respirarla anche a noi così distanti e disillusi rispetto a quella generazione.
In questo è bravo Guccini, a prendere il pubblico e portarlo nell'osteria di fuoriporta dove un manipolo di ventenni eroici ed entusiasti si esibisce in una notte di vino e canzoni di amore e di protesta, presentandoci i simboli, i personaggi e le abitudini di una generazione che (suo malgrado?) ha segnato indelebilmente il suo presente, ma che ancora oggi vuole scuotere e risvegliare, forse vanamente, i nostri animi sonnecchianti.
A presto, Francesco, e che sia per protesta.

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