Monday, February 23, 2009

a lezione di civiltà

"io voglio eliminare tutti i bambini degli zingari che vanno a rubare dagli anziani". Queste parole, come tutto il resto del discorso, pronunciate dall'ex sindaco di Treviso Gentilini, non hanno suscitato particolare scalpore tra la stampa libera ed indipendente del nostro paese, come non hanno stimolato nessun giurista ad avanzare ipotesi di reato nei confronti di un esponente politico. Come mai, invece, questa solerzia nel denunciare Di Pietro a seguito di critiche, per altro legittime, verso il capo dello Stato? Come può essere accettato, votato e presente in Parlamento un partito che (da anni ormai) deliberatamente e candidamente parla di razzismo ed eliminaizone di popoli, uomini e, peggio, di bambini?
Vergogna, profonda vergogna per chi ha contribuito a tutto ciò. E preoccupazione perchè, probabilmente, non finirà qui.

Sunday, February 15, 2009

Teorema vaticano

Lo avevo postato nei commenti, ma mi pare doveroso dedicargli un post.
Dal blog di Luttazzi:“L’interruzione di procedure mediche dolorose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati ottenuti può essere legittima. Si rinuncia all’accanimento terapeutico. Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni spettano al paziente, se ne ha la competenza e la capacità, o altrimenti a coloro che ne hanno legalmente diritto, rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente.”

Cardinal Joseph Ratzinger, catechismo della Chiesa cattolica, 1994, par. 2278.

Quanti dubbi e domande nascono da queste righe?

Friday, February 13, 2009

Osteria Palabanca

Possiamo parlare delle canzoni, che, certo, sono piaciute tutte, sono state egregiamente eseguite da una band talntuosa che ha suonato in maniera sublime per quasi due ore e mezza, aprendo le danze con "Canzone per un'amica" e chiudendo, come da copione, con "la Locomotiva".
Ma il vero talento ammirato qualche sera fa, è da ricercarsi tra i versi e le parole che ci hanno fatto viaggiare attraverso quarant'anni di Storia italiana, in racconti di facce e faccende note e meno note, di luoghi, persone e soprannomi che hanno scritto piccole ma significative parti di anni intensi e memorabili. E un pò grazie alle canzoni, un pò grazie ai monologhi improvvisati ed ai pensieri che con le canzoni si intrecciavano, quell'aria di contestazione che inebirava le menti dei giovani di quegli anni, carichi di lotta, povertà, idealismo, pura e semplice gioia è parso di respirarla anche a noi così distanti e disillusi rispetto a quella generazione.
In questo è bravo Guccini, a prendere il pubblico e portarlo nell'osteria di fuoriporta dove un manipolo di ventenni eroici ed entusiasti si esibisce in una notte di vino e canzoni di amore e di protesta, presentandoci i simboli, i personaggi e le abitudini di una generazione che (suo malgrado?) ha segnato indelebilmente il suo presente, ma che ancora oggi vuole scuotere e risvegliare, forse vanamente, i nostri animi sonnecchianti.
A presto, Francesco, e che sia per protesta.

Monday, February 09, 2009

Basta

Nemmeno ora cala il velo di rispettoso silenzio. Vergogna alla nazione. Nazione vergognosa.