Monday, December 10, 2012

Ad Amsterdam







Tre giorni via, con la neve e gli addobbi la città che si riempie di colori accesi, sgargianti. Le solite facce, nei luoghi dove si espongono gli stereotipi, ed una personale, molto ricca e curata, di Diane Arbus al FOAM e alcuni quadri dello Stedelijk che ho trovato sorprendermi per la loro immediatezza, nonostante l'audioguida pensasse di più ad impostare la voce che a raccontare qualcosa di significativo. Amsterdam senza guida, senza macchine, è bello perdersi, anche se dopo una camminata di un'ora non hai ancora abbandonato il museo che giuravi di aver lasciato alle tue spalle, ma ancora una volta ti ci ritrovi.


Il mio sublime amore per la patria


Un'intervista che Marjane Satrapi ha rilasciato qualche settimana fa. Alcune risposte laconiche e disarmanti nella loro semplicità. Pensieri umani, mi viene da dire, perchè vicini alla natura umana, molto più vicini di migliaia di misteri teologici professati con solenne senso della verità. Forse solo i migranti comprendono in pieno che ciò che ci accomuna sono caso e precarietà.

intervista a Marjane Satrapi.

Thursday, May 17, 2012

L'aria al Lario





E' davvero un peccato perchè poco oltre, poco sotto per la precisione c'è il lago, uno dei grandi laghi del nord, con le montagne che lo proteggono dalle orde di turisti che fra poco, questione di un paio di settimane, arriveranno in migrazione dal centro Europa. Che vorrebbe dire che il posto non è poi così male, e non lo è affatto, ma l'industria e alcune persone me lo hanno fatto detestare. In fondo credo che la percezione dei luoghi sia in una certa misura frutto del coinvolgimento e dei rapporti che abbiamo con la gente che li vive e li modifica, e con ciò che ci accade quando li visitiamo. 
Forse, dovessi venir qui per una gita in barca a vela o una camminata sulle rocce che si vedono lassu', mentre passeggio sfiorando l'acqua gelida in una giornata soleggiata e ventosa e limpida, le cose potrebbero pure cambiare.

Monday, March 12, 2012

La periferia








C'è anche la periferia, in questa media città dell'est, ex industria pesante ex miniere tutt'intorno, la riconversione non ha nascosto o cambiato cio' che c'era come i colori non hanno cambiato l'aspetto ai vecchi condomini che si susseguono e che hanno parcheggiate davanti molte meno auto di quanto si possa credere. Ma in più, qui, hanno le industrie nuove e illuminate, con i capannoni rettangolari per lo più grigio chiaro, nuovi assunti quasi tutti i lunedì, nuovi precari tutti i giorni e il lavoro che noi abbiamo imparato in cinquant'anni.

Thursday, February 16, 2012

Coincidenza al termine della notte


E' capitato che una volta finito di leggere il libro di Céline trovo la locandina che pubblicizza lo spettacolo di e con Elio Germano e Theo Teardo e quindi prendo i biglietti. La scenografia è scarna e così, dev'essere, immagino, dato che musica e parole sono le protagoniste anche se non è proprio un reading (E' teatro). Seduto ad una piccola scrivania il protagonista accende e spegne una lampada da tavolo e quando è accesa parla con le parole del libro e quando è spenta parla la musica, la chitarra di Teardo, il violoncello di Martina Bertoni, i campionamenti di non so bene chi e le basi ritmiche dilatate e un pò di elettronica. Con la luce spenta è piacevole e crea aspettativa ascoltare brevi colonne sonore o accompagnamenti ora al viaggio ora alla guerra o l'amore, che sono i temi che vengono messi in evidenza quando la piccola luce è accesa, quando Germano recita con passione e un microfono lo-fi alcuni estratti del libro che fa capire quanto sia stupido credere nella guerra e dice quanto si senta stupido Bardamu a non crederci come fanno i suoi compagni, a non credere all'odio verso il nemico che non gli ha fatto nulla. Ed è molto coinvolgente proprio questo momento, poi spezzato dal buio e dall'inizio di un pezzo deciso ed essenziale. Una volta finito lo spettacolo è stato il tecnico al mixer a lanciar l'applauso, tutto ciò non può durare solo 50', pareva ci dicessimo guardandoci mentre le luci del teatro lentamente ci toglievano dall'oscurità.

Saturday, January 21, 2012

'Ist is East






Alcune immagini della città ed un tramonto freddo e piuttosto lento, raccolto ad est, ad Ostrava. Poco più in là acciaierie e dismissione dell'industria pesante. Il lavoro ora è la delocalizzazione delle produzioni italiane, tedesche, svizzere.
Poi, un giorno, arriverà qualcuno che mi racconterà, con fare convincente e oggettivo, come potremo permetterci tutte queste cose che vengono prodotte qui dove per ora costa meno produrre, se il lavoro ci viene tolto.