Friday, July 13, 2007

Rimorso

Perchè, mi chiedo con estremo stupore, accade così spesso di venire a conscenza dello stesso inamovibile senso di colpa, dettato principalmente da un'autosottomissione, una riverenza non richiesta, ma accettata a braccia aperte dal datore di lavoro, che altro non attende che persone capaci e pertinenti che siano disponibili ad orari elastici, prolungati all'inverosimile. Perche', mi chiedo, ci debba essere un senso di colpa nello svolgere, o meglio, nel lavorare (solo) le otto canoniche ore, quelle per cui siamo pagati, su cui si calcola il nostro tfr, le nostre ferie, in virtu' delle quali volenti o nolenti programmiamo tutta la nostra vita extralavorativa.
NO, non ci sono punti di domanda perchè credo siano affermazioni, in quanto, ora come ora, non contemplo nessuna logica spiegazione a quanto detto, nessun valido motivo per regalare tempo a chi nulla in cambio regala.
Non ci credo.

Saturday, February 17, 2007

Danmark #1

Un racconto, dunque, un resoconto forse, un diario magari. La lucidità, lo sapete, non può che falsare e filtrare impressioni che, certamente, ti scuoterebbero. Quindi ciò che verrà non è che una serie di ricordi piuttosto approssimativi ed inesatti del Gran Viaggio d'Agosto in Danimarca.
Tutto ebbe inizio un pomeriggio assolato annebbiato bianco, di un luglio candido, quando dal giardino appiccicati al sudore e all'erba e alle pelli esplorammo stupefatti la mappa. Mille volte almeno la rigirammo, prospettive capovolte e insensati percorsi si delineavano, implodevano nel tratto di matita che bucava il tratto di costa disegnata approssimativamente e a malapena a cerchiare le nostre tappe riuscimmo.
Ma niente di certo creammo, e tanta parve la distanza che a separarci ancora rimaneva da percorrere: quasi un mese è tanto o tardi?
Veloce o no giunse quindi il sabato di fine luglio, che tre giorni a Torino per lavoro contribuirono a caricare in me d'attesa e frenesia, e nulla o poco più decidemmo, né scegliemmo, mete o luoghi o sagrati o chiese, lei per prima, "Andiamo?". E fu.
No, certo non mi documentai per imparare la storia vichinga del popolo che su coltri d'asfalto bollente si avvicinava a noi, non andai alla ricerca di re o leggende, di fiabe o racconti, di facce e volti noti, di bandiere e immagini sacre, di castelli o poemi epici. Nulla di tutto ciò, solo un'attenzione maniacale ai dettagli e la solita, inappagabile sete.