Saturday, February 17, 2007

Danmark #1

Un racconto, dunque, un resoconto forse, un diario magari. La lucidità, lo sapete, non può che falsare e filtrare impressioni che, certamente, ti scuoterebbero. Quindi ciò che verrà non è che una serie di ricordi piuttosto approssimativi ed inesatti del Gran Viaggio d'Agosto in Danimarca.
Tutto ebbe inizio un pomeriggio assolato annebbiato bianco, di un luglio candido, quando dal giardino appiccicati al sudore e all'erba e alle pelli esplorammo stupefatti la mappa. Mille volte almeno la rigirammo, prospettive capovolte e insensati percorsi si delineavano, implodevano nel tratto di matita che bucava il tratto di costa disegnata approssimativamente e a malapena a cerchiare le nostre tappe riuscimmo.
Ma niente di certo creammo, e tanta parve la distanza che a separarci ancora rimaneva da percorrere: quasi un mese è tanto o tardi?
Veloce o no giunse quindi il sabato di fine luglio, che tre giorni a Torino per lavoro contribuirono a caricare in me d'attesa e frenesia, e nulla o poco più decidemmo, né scegliemmo, mete o luoghi o sagrati o chiese, lei per prima, "Andiamo?". E fu.
No, certo non mi documentai per imparare la storia vichinga del popolo che su coltri d'asfalto bollente si avvicinava a noi, non andai alla ricerca di re o leggende, di fiabe o racconti, di facce e volti noti, di bandiere e immagini sacre, di castelli o poemi epici. Nulla di tutto ciò, solo un'attenzione maniacale ai dettagli e la solita, inappagabile sete.

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