Sunday, January 11, 2009

La domanda giusta alla persona sbagliata

Volevo giusto porre l'attenzione sullo scambio di opinioni avvenuto tra Di Pietro e Feltri: quest'ultimo ha scritto una lettera sul suo giornale indirizzata all'onorevole dell'IDV ponendogli alcune domande "scomode". Ora, credo fermamente che sia un dovere dei giornalisti incalzare i politici con delle domande su fatti poco chiari o poco conosciuti, anzi, più il politico è importante più il suo operato e la sua vita privata dovrebbero essere limpidi e moralmente inattaccabili. Ci sono però un paio di cose che mi infastidiscono: innanzi tutto nella risposta a Feltri, Di Pietro ,ha smentito di possedere 10 appartamenti, quindi la lettera si basa su un fatto totalmente falso. Ma la cosa che mi fa ribollire il sangue è un'altra: perchè Feltri non scrive sul suo giornale una lettera a Berlusconi chiedendogli dove ha trovato i soldi per finanziare le sue attività imprenditoriali negli anni '80? Domanda che, tra l'altro, si pone anche Nanni Moretti proprio all'inizio del Caimano (vi ricordate la valigia stracolma di soldi che cade dal soffitto?), ma che ad oggi (2009) è ancora senza risposta.
Un ultimo particolare. C'è un pezzo della lettera di Feltri che ritengo esemplare: "...L'Italia dei valori si identifica in lei, e lei è un noto moralista. Come si concilia la sbandierata vocazione per la correttezza con quanto accaduto in casa sua?" è tremendo... Feltri vuol dire soltanto una cosa: Di Pietro si presenta come una leader di un partito che si dice corretto, che non accetta un sistema di tangenti e corruzioni (immagino sia più o meno questo il significato di moralista), ma essendoci situazioni poco chiare all'interno del suo partito (a detta di Feltri) è un bugiardo. Quindi, concludendo, si evince che ad un partito basterebbe non dichiararsi contro la corruzione per poter poi corrompere o ricevere tangenti senza dover affrontare scomode questioni morali ed apparire così puliti di fronte agli elettori. Grande.

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