"Ma ogni condizione nella quale all'ultimo giorno di un periodo di un mese, di un anno, di venti anni di sforzi ci si ritrovi necessariamente nella medesima situazione del primo giorno, assomiglia alla schiavitù."
(S. Weil - La condizione operaia)
Poche parole semplici, illuminate e rivoluzionarie, che parlano di quella rivoluzione guidata non dalla rabbia ma dalla voglia di costruire e colme della consapevolezza di chi ha vissuto la realtà operaia e lucidamente la racconta.
A conclusione del libro la frase qua sotto, che apre a una ventina di pagine strane, mistiche che non trovano nessun accenno nei saggi e nei diari che le precedono e che forse lasciano intendere che l'unica soluzione, per un operaio, sia affidarsi a dio.
"Non c'è scelta nei rimedi. Non ce n'è che uno solo. Una sola cosa rende sopportabile la monotonia: una luce d'eternità. La bellezza."


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