Friday, January 22, 2010

Quel prurito

Ecco un'altra volta confermata la teoria che gli scrittori/saggisti esistono, da sempre, per dare forma a sensazioni che i più (o i meno, sensibili o che) a volte non riescono a raccontare o nemmeno a decifrare. Questa volta ho trovato spiegazione a quel prurito che sento praticamente da sempre ogni volta che ascolto le frasi contenenti parole piuttosto vuote come "mostro sacro" o "colui che ha cambiato la storia del rock/cinema/..." o "il cantante/scrittore/pittore/... migliore di sempre".
In soccorso mi è venuto D.F. Wallace che scrisse:

"...Trasformare qualcuno in un'icona
equivale a trasformarlo in un'astrazione,
e le astrazioni non sono in grado di avere
una comunicazione vitale con i vivi."

(Il Dostoevskij di Joseph Frank)

Mi sento sollevato. E' insopportabile avvicinarsi a qualcosa di nuovo, qualcosa che viene descritto come "Un classico" e non avere la sufficiente lucidità per apprezzarlo, non entrare in sintonia, cercare assennatamente tra le righe (più o meno metaforicamente) le tracce di tanta grandezza e non riuscire ad apprezzarla in pieno.
Sia chiaro, non è un fatto di giudizio, se i "grandi" sono tali un motivo c'è; è l'approccio con loro e le loro opere che viene segnato da chi le eleva a qualcosa che rasenta il mistico.

7 comments:

  1. concordo anche io con quanto scrivi.

    ReplyDelete
  2. Anonymous9:50 AM

    d'accordo su tutta la linea... e comunque a me il prurito viene anche quando ascolto i Radiohead forse vale lo stesso discorso nella musica?

    ReplyDelete
  3. Anonymous9:51 AM

    il commento di sopra è di anifares....

    ReplyDelete
  4. (quindi talpa?)

    si, certo, a mio avviso vale un pò per tutto. Per i Radiohead però non lo sento: forse perchè quando li conobbi (erano credo al II album e non li ho più mollati) nessuno me li descrisse come i più grandi o simili; quindi forse è solo un fatto di presentazione..

    ReplyDelete
  5. Anonymous6:51 PM

    Che frustrazione che DFW non ci sia più.

    ReplyDelete
  6. Già.. e più leggo ciò che ci ha lasciato più grande mi appare la misura di ciò che abbiamo perso.

    ReplyDelete
  7. infatti io mi ricordo, forse sbaglio, che ai tempi i Radiohead non è che erano molto considerati.
    Ancora oggi non sono in cima ai miei ascolti.

    ReplyDelete