Il 23 settembre è uscito il primo numero del "Fatto quotidiano", il nuovo giornale di Travaglio e Padellaro, dopo che quest'ultimo è stato sostituito alla guida de "l'Unità" da Concita De Gregorio. Tra gli intenti dichiarati della nuova testata ci sono l'indipendenza da ogni forza politica, la separazione netta tra fatti ed opinioni e un'informazione trasparente, senza occultamenti di notizie scomode al potente di turno. Nel primo mese di vita non si può certo dire che le aspettative siano state deluse e i molti articoli di denuncia presentati vanno a ripagare nettamente una grafica a volte un pò pacchiana e poco immediata.
Tra i giornalisti e i collaboratori impegnati in questa "anomalia giornalistica italiana" (il fatto non riceve nessun tipo di finanziamento pubblico, a differenza di TUTTE le altre testate nazionali) è necesario ricordare Furio Colombo, Bruno Tinti, Luca Telese, Oliviero Beha, Fulvio Abbate, Peter Gomez e Massimo Fini che insieme a pochi altri in questi anni si sono distinti per non essersi allineati al regime né tanto meno aver sostenuto a spada tratta un'opposizione da sempre inconsistente.
Tra i giornalisti e i collaboratori impegnati in questa "anomalia giornalistica italiana" (il fatto non riceve nessun tipo di finanziamento pubblico, a differenza di TUTTE le altre testate nazionali) è necesario ricordare Furio Colombo, Bruno Tinti, Luca Telese, Oliviero Beha, Fulvio Abbate, Peter Gomez e Massimo Fini che insieme a pochi altri in questi anni si sono distinti per non essersi allineati al regime né tanto meno aver sostenuto a spada tratta un'opposizione da sempre inconsistente.

L'ho comprato solo una volta, dopo vari tentativi perché era sempre esaurito. Sono molto contento dell'iniziativa editoriale, ma nel complesso mi ha deluso. Direi al 50% per motivi estetici (grafica e impaginazione sono semplicemente schifose) e al 50% perché ha un tono molto, troppo, da nicchia militante rivolta solo ad una nicchia di lettori militanti. Avrei preferito qualcosa di più pacato, che puntasse a "convertire" con un approcio più professionale.
ReplyDeleteSono d'accordo con la tua osservazione, ma questo atteggiamento credo sia il frutto di un semplice ragionamento: se in quindici anni di Berlusconi molte persone non hanno ancora capito con chi hanno a che fare è inutile cercare di convincerle, tanto vale rispondere per le rime a chi ha più mezzi (in tutti i sensi). Certo è che più articoli come quelli di Bruno Tinti, che presenta casistiche concrete e allucinanti degli effetti della riforma della giustizia che il governo sta preparando, varrebbero più di ogni polemica.
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